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  • direttive

    Accidenti... è da così tanto che nn scrivo, eppur di cose me ne succedono parecchie, ma nn so... salvarle per non dimenticarle, a che pro? cn l'università i soliti casini, meglio non pensarci... in famiglia casini su ciasini, meglio non pensarci, vita sentimentale altri casini... che novità!Ma come faccio? Attiro i disastri con la calamita? probabilmente è così... il punto è che finchè nn riesco a fare un pò d'ordine dentro me come posso sperare di riuscire a esprimere quello che penso... eppur ne avrei così tanto bisogno!
    Va bene, non perdiamoci d'animo, le cose si aggiusteranno in un modo o nell'altro, sembra una vigliaccata, ma avolte quando alcune cose che capitano nn sono decise da noi stessi è l'unica consolazione che rimane...
    Proseguiamo allora per queste direttive...
    Prima lezione:
    NON TUTTO QUELLO CHE CAPITA è DIRETTAMENTE DA ADDEBITARE A NOI STESSI,PER CUI NON SEMPRE POSSIAMO RISOLVERE LE COSE DA SOLI!

  • MUSEOLOGIA

    (Prof... è fantastico!!! Davvero)
    Esame modulo A di museologia... beh, non credo sia andato benissimo, ma aspetterò di vedere i risultati prima di ossessionarmi!
    Il corso mi piace parecchio, vorrei concluderlo bene...
    Vabbè... cmq sia...
    si sta cercando di organizzare una piccola gita a Roma per il 6, 7 e 8 maggio cn alcuni prof per fare delle lezioni sul posto (galleria d'arte moderna, musei vaticani...), ma sembra ci siano intoppi, uffa! Io ho bisogno di tempo per organizzarmi... spero si risolva tutto! Non vorrei proprio perdermi quei giorni con i miei prof più bravi... Vedremo!
    Vabbè...
    vado a ingozzarmi di biscotti al cioccolato

  • Pieno Regime...

    Accidenti...
    sempre di corsa, nn ho nemmeno il tempo di fermere le mie emozioni e le mie idee... nn va bene, ma è qst la vita...
    Tutto bene comunque! Si riprende già a studiare, nuovi emani già fissati, ma va bene, meglio mantenersi occupati, in fondo è meglio che oziare... Domani ricomincia un'altra bella e piena settimana di corsi, bene! Sto imparando tantissime cose nuove che mi aiuteranno di certo a fare luce su quello che mi andrebbe di fare dopo la laurea... solo che mi manca parecchio il corso di CULTURA MATERIALE, ma come si fa ad affezionarsi così tanto ad un corso? Mah...

  • Incontri...

    Nuovo incontro, negozio di scarpe... molto bello...

    Ho visto un paio di occhiali CHANEL, fenomenali... li voglio.... 230 euro! sob!

    Cmq, ho iniziato dei corsi bellissimi all'università... Arte medievale (che è il corso meno simpatico), Arte moderna (la prof è preparatissima... ma forse un pò psicopatica), Museologia (grande...) e Arte Contemporane... favoloso corso, favoloso professore... grandioso! Sn contenta... menomale!

    Per il resto tutto ok...
    Festa delle donne anonima... ho visto Sabrina con la bella Audrey Hepburn! Tutto qui...
    Vabbè!

  • TOAD the wet sprocket

    Con un bel pò di ritardo (è da quasi due anni che ho sto cd a casa)ho deciso di ascoltarlo per bene... dunque, musicalmente ci potrebbero pur stare, lui ha una voce davvero bella, molto calda... bravo, ma per il resto... boh, sto cd nn ha spessore, magari potrei ascoltarlo in viaggio o non so, in un momento in cui ho da fare giusto per avere un sottofondo, ma altrimenti, resterà chissà quanto altro inutilizzato nella mia camera...
    per il resto... dunque.... ho ascoltato a manetta "Goodbye Pork Pie Hat", accidenti che voce fantastica ha lei... bellissima...

    When Charlie speaks of Lester
    You know someone great has gone
    The sweetest swinging music man
    Had a Porkie Pig hat on
    A bright star
    In a dark age
    When the bandstands had a thousand ways
    Of refusing a black man admission
    Black musician
    In those days they put him in an
    Underdog position
    Cellars and chittlins'

    When Lester took him a wife
    Arm and arm went black and white
    And some saw red
    And drove them from their hotel bed
    Love is never easy
    It's short of the hope we have for happiness
    Bright and sweet
    Love is never easy street!
    Now we are black and white
    Embracing out in the lunatic New York night
    It's very unlikely we'll be driven out of town
    Or be hung in a tree
    That's unlikely!

    Tonight these crowds
    Are happy and loud
    Children are up dancing in the streets
    In the sticky middle of the night
    Summer serenade
    Of taxi horns and fun arcades
    Where right or wrong
    Under neon
    Every feeling goes on!
    For you and me
    The sidewalk is a history book
    And a circus
    Dangerous clowns
    Balancing dreadful and wonderful perceptions
    They have been handed
    Day by day
    Generations on down

    We came up from the subway
    On the music midnight makes
    To Charlie's bass and Lester's saxophone
    In taxi horns and brakes
    Now Charlie's down in Mexico
    With the healers
    So the sidewalk leads us with music
    To two little dancers
    Dancing outside a black bar
    There's a sign up on the awning
    It says "Pork Pie Hat Bar"
    And there's black babies dancing...
    Tonight!

    bellissima...

  • Tranquillo....

    Nessuna riflessione su "I miti degli altri" per oggi... ho avuto molto da studiare e se leggerò sarà stasera dopo Sex and the City...
    Beh, giornata indecisa come la sottoscritta, sole, nuvole, sole, pioggia... Vabbè...
    Tra domani e dopodomani dovrò andare a comprare Julia e Art&Dossier!
    Domenica pomeriggio si parte per Cosenza, si torna all'università... stavo pensando se scrivere dei post giornalieri e caricarli nel fine settimana o evitare...
    Boh.... "videndu e facendu" si dice dalle mie parti!
    Ah... l'ultima mia pazzia... volevo tagliare i capelli e invece... la parrucchiera alla fine mi ha convinta di fare delle ciocche rosso fuoco... assurdo... sembro milanista... beh, mi abituerò!!!

  • Riflessione sul capitolo I

    La chiave per cercare di capire il testo (anzi, i testi) è tenere presente che ognuno di essi ha qualcosa di raccontare oltre a quello che leggiamo ,qualcosa che sta dentro, di più profondo, il METAMITO: il mito dentro il mito.
    Ciò comporta non pochi problemi perché ci dovrebbe essere un metodo universale per approcciarsi al mito in questione per la lettura “superficiale” e un altro metodo per capire gli altri significati. Ma questi metodi non sono impacchettati in confezione regalo pronti all’uso, anzi, a dire il vero non esistono per come li ho descritti, poiché chi si trova davanti una storia di un altro popolo non sempre riesce a mantenere obiettività, a non contaminare il mito con le proprie credenze, secondo la sua “ragione”. Bisogna invece “entrare nella testa degli altri”, capire cosa significa il testo per chi l’ha scritto, ma ciò non è semplice anche perché non sempre vogliamo davvero entrare nella testa degli altri(magari perché non riusciamo a comprendere un certo meccanismo) o perché ammesso che ci riusciamo può essere difficile poi tornare in noi.
    A. K. Ramanujan ha osservato che “un mito è una metafora che è stata resa concreta e letterale”, ma non basta leggerla per comprenderla né essendo studiosi piuttosto né essendo semplicemente curiosi.
    Cito: “il modo giusto per studiarli è studiarli, imparando le lingue in cui sono stati composti, trovando tutti gli altri miti della costellazione di cui fanno parte, collocandoli nel contesto della cultura in cui sono nati: in breve, tentando di scoprire che cosa significano per le persone che li hanno creati e che li hanno tramandati, non che cosa significano per noi”.

    Parlando di religione poi, l’autrice si è soffermata sul delicato argomento dell’”amore-odio” verso questa, vista come componente naturale della propria esistenza o come disciplina da insegnare. In entrambi i casi la situazione non è facile perché amare o odiare una cosa che si insegna, ad esempio, significa naturalmente imporre le proprie condizioni mentali in una situazione nella quale bisogna essere invece il più obiettivi possibili.
    Conclusione è stata che comunque proprio perché nella nostra vita i miti, come le superstizioni, ma anche il sesso, l’energia nucleare e l’alcool possono fare del bene come del male, noi siamo tenuti ad odiarli e ad amarli a nostro piacimento, perché il saggio (sia in senso Orientale che Occidentale) è colui che sa usare la testa, ma anche il cuore, quindi vivere le esperienze con razionalità, ma a volte anche con sentimento di partecipazione.
    A questo proposito riporto un passo che mi è molto piaciuto: “(...)ritengo che se abbiamo intenzione di prendere sul serio i miti di altri popoli, non dobbiamo sentirci costretti ad amarli o, anche se li amiamo, a sorvolare sui loro difetti. E come nel caso delle persone che amiamo, amare profondamente significa essere consapevoli anche dei difetti. E di sicuro per gli studiosi, se devono avere il diritto di amare i miti di altri popoli dovrebbero anche avere il diritto di odiarli.”
    Naturalmente perché in ogni istante entra in gioco la nostra morale, la nostra etica e così via... non possiamo abbandonare ciò che siamo, quindi è meglio giungere a compromessi.
    Per il resto, l’autrice approfondisce un mito che compare in un trattato filosofico sanscrito, che chiarisce il concetto di “entrare nella testa altrui”.
    L’autrice, in vari passi, non manca di inserire proprie esperienze, non so se questo è bene o è male, forse non è né l’uno né l’altro, ma è certo che alcune sue affermazioni fanno riflettere in una certa direzione in cui probabilmente senza una guida non avrei guardato... è questo, soprattutto, che non capisco se sia un bene o un male.

  • I miti degli Altri

    Un libro che si pone domande del tipo: “come va letta una storia? E che cosa accade allorché si viene a contatto con storie e miti di altri popoli? Quali occasioni di arricchimento, ma anche quali pericoli si profilano quando, attraverso le storie, incontriamo l’Altro?” non posso assolutamente fare a meno di leggere! L’ha scritto un’ “eminente e appassionata studiosa della mitologia indiana”: Wendy Dioniger.
    Cito: “(...) la Dioniger affronta questioni decisive: il dilemma dinanzi al quale si trovano gli studiosi di altre culture, fatalmente divisi fra il necessario distacco scientifico e l’adesione empatica all’oggetto delle loro ricerche; il diverso rapporto con i “classici” in Occidente e in Oriente; la difficoltà di “entrare nella testa” degli altri. E ancora: che cosa accade quando ci addentriamo in miti e rituali a noi estranei, accogliendoli o respingendoli; o quando certi rituali sopravvivono in assenza dei miti che li giustificavano o, all’opposto, quando i miti permangono senza più riflettersi nelle azioni.” Interessate... no? Sono dei saggi che spaziano da Platone a Woody Allen, da Zhuang-zi al mito di Daksa, da E. M. Forster al mito di Penteo, da Rg Veda all’Amleto...
    Beh, ci metterò un secolo e un quarto a finirlo, soprattutto in vista del nuovo regime di lezioni, ma credo sarà una lettura importante, che va fatta! Vedremo...

  • Cose da Psico

    Mi sento stanca... questo febbraio mi ha sfinita, ma porca miseria! Però starne a parlare o meglio scriverne per intere pagine non credo sia la soluzione migliore... perciò mi “svagherò” raccontandomi qualcosa di piacevole...
    Sembra addirittura una battuta...
    Vabbè, il problema è che non c’è nulla da raccontare, passo le mie giornate a studiare, a guardare telefilm a manetta oppure a pensare... magari mi capita di leggere qualcosa di strano o curioso ed io mi impallo su quella cosa, assurdo, no? Beh... ancora per poco, domenica tornerò a Cosenza, iniziano le nuove lezioni, finalmente riprendo con l’arte (medievale e moderna) e mi terrò impegnata con qualsiasi altra cosa in modo tale da avere meno noie possibili con i “mostri” che abitano a casa mia... eh! Altro problema, che noia... ma la gente non ha di meglio da fare che credersi dio in terra? Sopportare, bisogna sopportare... anzi no! Sarebbe meglio non farsi toccare da queste cose, per nulla... sono cose così banali, quisquilie nella frenesia del tempo che corre, avranno anche loro una propria corrente da seguire che le porterà a sfociare nel mare e a disperdersi, no?
    Io ci spero... certamente non ci si può far carico di tutto!
    Eppure alcune cose ti toccano, eccome! Forse perché ti colgono all’improvviso, non te le aspetti o anche se le aspetti non puoi immaginare certo l’entità esatta della tensione da affrontare... beh, sta di fatto che è una cosa che blocca, pochi hanno la fortuna di reagire nel momento giusto e nel modo giusto, per il resto di noi comuni mortali la cosa può andare anche sul patetico: nervi, ansie, insonnie e scorci di vita sprecata... e magari non si risolverà mai, passerà con la benedizione del tempo che lenisce ferite e oblia rimpianti, ma certo in qualche modo restano,sono quelle cose che ti vengono in mente quando sei giù e vorresti qualcosa per riprenderti, ma, non si sa di certo come, ci si ferma a pensare alle cose più negative (che magari non dipendono nemmeno da noi), non so perché, forse in fondo compatirsi è una sorta di rito purificatore, una catarsi che serve a pulirsi e a ricaricarsi di nuova energia, quello stesso rito che invece di risolvere effettivamente la cosa la manda a dormire nel cassone dei balocchi dimenticati.
    Ora la domanda è: poiché ‘sta cosa, a pensarci, non sta bene a nessuno, quando impareremo ad affrontare e a gestire i nostri intoppi in modo diverso? In modo più freddo e distaccato forse... non so, potrebbe essere l’argomento di un altro post.

  • Approcci...

    Beh, quando non si è sulla stessa linea d'onda è proprio tragica... ma mai quanto cercare di nn dare illusioni e ritrovarsi al conrario con qlcn che le illusioni se l'è fatte da solo ingigantendo qlcs che hai detto. beh, a me non importa... essere moralmente corretti ok, ma nn distruggersi per qualcuno che nn vuole capire!!!
    PUNTO...

    Ho visto le "SCARPE TANGO" Emporio Armani... oddio!!!
    FANTASTICHE è dir poco... rosso fuoco lucide! Meravigliose...
    Io le voglio!!!

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